una faccia in prestito
 


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Non so chi sia l'autore di quella foto che mi ritrae, nemmeno mi ricordo come è finita sul mio computer. Se sei tu e hai qualcosa da ridire scrivimi, ma sii convincente.

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blablabla - meglio di once upon a time
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Ma pensa, ho già fatto reload *loading* volte...



giovedì, luglio 22, 2004
 

Post minimalista n°3
Depende

Dicono che chi cammina con gli occhi a terra
si perde il volo di una farfalla che sfiora la sua vita.
E' vero.
Ma chi fiducioso guarda innanzi a sé
di certo non raccoglie cinque euro per le scale rientrando a casa.






pestato da HiroProtagonist | 06:43 | commenti (14)


mercoledì, luglio 21, 2004
 

Post minimalista n°2
The show must go on

In questo momento, su Rai1 c'è il monoscopio

Ok, non questo qui...ho ceduto al fascino vintage...


pestato da HiroProtagonist | 04:58 | commenti (3)


mercoledì, luglio 14, 2004
 

Post minimalista n°1 (non c'è niente da ridere, è solo il primo di una lunga serie)
Chi si accontenta gode

Ah, le piccole gioie della vita
tipo quando riempi una bottiglia d'acqua al rubinetto della cucina
per portartela in biblioteca. Che poi è una mediateca.





pestato da HiroProtagonist | 15:21 | commenti (11)


domenica, luglio 11, 2004
 

Oggi non è stata una bella giornata.
Oggi davvero non ci ho capito un cazzo.
Ed è da stamattina che mi sento delle voci nella testa, rimbombano cose sconnesse e spezzettate eppure da qualche parte le avevo già sentite.
Finalmente me ne sono ricordato. Ecco dove le avevo già sentite:

Il sangue adesso è caldo e scorre molto lentamente
non sono mai andato via da qui
se queste stanze è solo un altro luogo della mente
se chiudo gli occhi volendo si può far così

senza contare i passi poi comincio a camminare
perso nell'eco dei miei dubbi a volte va così
è stato un giorno troppo lungo
un giorno da dimenticare
cose difficili
così difficili
da dirti adesso qui

cose difficili da respirare se non ci sai fare se non puoi capire
questo è il momento in cui finisce il gioco
questo è il momento in cui ci lasceremo andare
è come fare un salto sopra il vuoto delle cose che non sento più
sono sul fondo e scavo ancora
sono giù

lasciami stare
non ci pensare
comunque vada lascia che la pioggia cada su di me
lasciami stare
non mi fermare
se nei tuoi occhi c'è riflessa la mia stessa strada
lasciami andare
non ti voltare
questo dolore è necessario per capire
e sarò certo che son stati giorni veri
perso nel ritmo strano del rumore dei miei pensieri

il sangue adesso è caldo e scorre molto lentamente
non sono mai andato via da qui
se queste stanze è solo un altro luogo della mente
cose difficili da respirare
cose difficili da dirti adesso qui

© 1995 Casino Royale
































pestato da HiroProtagonist | 02:36 | commenti (4)


sabato, maggio 22, 2004
 

Se lei sapesse com'è fresco,
vorrebbe il mio.
Tonno Nostromo
ha la sua flotta,
e quel Nostromo
sono io.
Così il mio tonno,
sono sicuro,
è sempre come dico io.
Splendido,
tenero,
eppur
compatto,
in ogni scatola.
Signora mia.

Hiro's birthday contest: riarrangia il jingle in 3/4!
Ricchi premi in olio d'oliva!


















pestato da HiroProtagonist | 05:04 | commenti (12)


venerdì, aprile 02, 2004
 

Mezz'ora fa stavo allegramente percorrendo la preferenziale degli autobus col mio verde motorino quando ho notato una ragazza al bordo della strada con un taccuino e una penna...aveva un'aria così assorta...allora mi sono chiesto se stesse disegnando un paesaggio o magari annotando un pensiero che, delicato e sfuggente, minacciava di andarsene nel vento, di rimanere un'intuizione fugace, l'illuminazione di un momento che ti chiederai per sempre se avrebbe potuto cambiarti la vita...ah no...che tenero, poetico sciocco che sono...è solo una vigilessa...

Rutilante concorso nei commenti: proponi una battuta per il pupazzo! La più bella vince un Santo Graal di marzapane!

pestato da HiroProtagonist | 19:36 | commenti (10)


sabato, marzo 27, 2004
 

Episode 2

"E' interessante notare che le versioni apocrife in circolazione nell'Europa medievale cercavano talvolta di superare le difficoltà di interpretazione ricorrendo a un linguaggio metaforico di grande suggestione:

Grazie al saluto dell'angelo
Cristo entrò attraverso l'orecchio destro,
e lì si fece ombra.
"

No. Sono scemo, ma non fino a questo punto. Io questa cosa non la studio. Pausa.
Mi alzo e raccolgo le monete. Le faccio tintinnare in tasca perché so che Tuttoself sente le frequenze più alte a chilometri di distanza. Voglio che inizi ad avere paura PRIMA che io arrivi dalle sue parti.
Uscendo guardo il manuale della Panaflex che risplende in bacheca, gli lancio un bacio galeotto senza farmi vedere da nessuno e proseguo verso l'uscita.

- Buongiorno Tuttoself.

Silenzio. Il display flickera per un istante. Il nervosismo gli sta facendo venire i tic.
Avevo in mente di fare qualche numero, giusto per divertirmi un po'...ma il caso vuole che io abbia le monete contate. Forse non è il caso di infierire.
Inserisco 55 centesimi e digito il codice. La macchina fa roteare con prudenza le sue spirali. I frollini sono liberi. Ma non cadono. Sono pochi attimi, ma sembrano settimane. La tensione si taglia con un grissino. Tuttoself tossisce e vibra impercettibilmente. I frollini atterrano nel cassetto. Li raccolgo silenziosamente e mi rialzo. Apro il pacchetto.
-
Scusi, si fanno qui i biglietti?
Mi giro. Due signore sulla sessantina mi sorridono moderatamente.
- No, la biglietteria è da quella parte.
- Ah, grazie.
Hm. Devono aver pensato che lavorassi qui. Beh, in effetti questo banco a mezzaluna di legno, messo così tra due colonne, davanti all'ingresso...
- Scusa...?
C'è una ragazza, è arrivata da sinistra e indica Tuttoself.
- Posso usarlo?
- ...certo.
Le faccio spazio e si piazza davanti al distributore. Ridacchia. Che cazzo si ridacchia? Sfoglio i pieghevoli sparsi per il banco. Programma proiezioni, offerte sui voli, corso di danze tipiche del Lichtenstein, corso di cucina di Mururoa, corso di ceramica della Patagonia, corso di turpiloquio macedone, corso di che cazzo si bofonchia questa qua?
- Grazie.
Sorride buffamente e se ne va. Grazie??
- Senta, mi è arrivato a casa il catalogo, ma senza abbonamento mensile...
Mi giro. Autoctono, razza caucasica, 180 cm, capelli bianchi. Bella coppola.
- Io veramente...sto solo mangiando dei biscotti.
- Ah, mi scusi...mi sa indicare la biglietteria?
- Certo, è di là.
Cosa succede oggi? Il mondo sembra deciso a non farmi gustare i miei Accornero. Oh-oh. Giovane donna a passo svelto a ore dodici. Entra nell'atrio manco fosse un saloon e mi si piazza davanti.
- Mi chieda perché sono in ritardo.
- Perché è in ritardo?
- Mi si è inceppata la stampante. La professoressa se n'è andata, vero?
- Sì, l'hanno chiamata d'urgenza dall'ospedale. Suo figlio è in overdose.
- OGGESU'!
- Ma per fortuna c'era già il padre lì, era andato a cambiare sesso.
- ......scusi, devo scappare.
- Si figuri.
Non può essere un caso. Tutti i miei amici studiano qui dentro. A loro non è mai successo, me lo avrebbero raccontato.
- Scusa, c'è un seminario da 3 crediti...non mi ricordo l'aula...
- No, a partire da oggi il seminario si svolge al parco Talon. Però leggetela la bacheca, sennò che li mettiamo a fare gli avvisi.
- Ah...sì, scusi...grazie.
E se fosse qualcosa tipo...una missione?
- Un intero e un ridotto per la Sala1, grazie.
- Tutto esaurito da almeno un mese. Cos'è, crede di essere l'unico a voler vedere "In the shadow of the pagodas" originale sottotitolato?
Ora mi è tutto chiaro. Ora vedo il filo conduttore. Ora non ho più dubbi. Ora so perché mi chiamo così.
Conosco il mio destino...il destino di diventare

Giacinto (il part-time finto)!

(Attenzione al terzo episodio nel quale subentra un nuovo agghiacciante personaggio e si riconfigura il quadro diplomatico dell'ingresso della Cineteca)










































pestato da HiroProtagonist | 17:30 | commenti (11)


martedì, marzo 23, 2004
 

Il silenzio mi inebria. Non un suono, non un movimento. E pensare che questo luogo oggi adibito a cineteca era una manifattura tabacchi. Quanti rumori, quanto trambusto e che forti, insopportabili odori devono averla abitata! Ma non ora. Chi studia non fiata. Chi lavora non disturba chi studia. Chi cazzeggia (io) viene preso da un insano raptus dovuto ad una errata interpretazione della transitività e decide di...imitare chi lavora!

The Amazing Adventures of Giacinto (il part-time finto)

Ecco che mi avvicino al distributore degli snack.
- Non dai resto, eh? Credi di potermi fare uno sgobbo di 5 Eurocents? Illuso!
- Dici? Allora dimostrami quello che sai fare, patetico umano! Ma bada bene che io non ti veda far di conto con le dita...o lascerò che il mio sportello di prelievo sazi la sua sete di falangi!
- Dannato! Avevo "A" in matematica alle medie! Se un treno ricoperto per 2/3 di graffiti transita alle 15.28 dalla stazione A alla velocità di 61 km/h e deve raggiungere B in tempo perché il macchinista albino possa afferrare al volo un Tegolino...
- TACI! Tuttoself non è qui per ascoltare le tue chiacchiere!
- AHA! E' dunque questo il tuo nome! Ora posso sconfiggerti!
- Cosa dici idiota, non sono uno gnomo dei fratelli Grimm! Fai la tua mossa...
- Eccoti un euro, demonio!
- HAHAHA, sei più stupido di quanto pensassi. Potevi darmi 70 centesimi, te ne avrei rubati solo 15! Prendi i tuoi frollini Accornero e torna a studiare, razza di somaro!
- Maledetto...ridammi i miei soldi!
- HAHAHAHA, smettila di premere il tasto del
resto, mi fai il solletico!
- So benissimo che ti fa il solletico...ED E' PROPRIO PER QUESTO CHE LO PREMO! Ecco altri DIECI CENTESIMI!
- Vigliacco! Devo...risputarli...dalla fessura...ma...non ci riesco, questo tasto del resto mi fa troppo ridere HAHAHAHAHA
- Loacker Quadratini Cacao - 37gr, voglio te! (courtesy of © Pokemon Inc.)
-
NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!
- Credito: 0.00 Giornata magra, eh Tuttoself? Ora se non ti dispiace torno a non fare un cazzo...ma prima voglio dirti come mi chiamo, così saprai di chi devi avere paura...così saprai chi è che comanda qui dentro. Il mio nome è Giacinto. E visto che non ho dovuto muovere un dito per averli, capirai da te quanto tengo ai miei centesimi. Domani credo che prenderò un succo di frutta...tienimelo in fresco, mi raccomando!

(Non perdetevi il secondo episodio, nel quale scopriremo chi è Giacinto, perché si chiama così e soprattutto se la sua strategia si rivelerà lungimirante o miope)
















pestato da HiroProtagonist | 20:44 | commenti (13)


venerdì, marzo 19, 2004
 

Questo post, stando a quanto pensavo in motorino alle 3 AM, doveva parlare di Sartre.

19.00 Hiro Protagonist e la sua squadra di calcio a 5 si scaldano sul campo inutilmente. Gli avversari non si presentano e 4-0 a tavolino. Forse non è il massimo della gloria, ma la differenza reti ringrazia.

20.00 Fatta la doccia (mica ci riscaldiamo pe' ride noi), Hiro subisce immani pressioni da un suo baldo amico che lo incita a fare in fretta: visto che non si è giocato, il suddetto ambisce ad arrivare all'aula absidale in tempo per godere di un noto pianista.

20.03 Hiro Protagonist guarda l'indicatore della benzina che è sceso talmente sotto l'ultima tacca da indicare il contachilometri, come a voler dire che i nostri eroi hanno i metri contati. Il baldo amico grida "non frenare mai! taglia le curve!" e Hiro, galvanizzato da tanto giovanilismo, risponde qualcosa tipo "Original!"

20.04 Hiro non frena mai e taglia l'ennesima curva. Vede il vicolo tortuosetto che si immette bruscamente nel vialone. Guarda a sinistra. Solo tetri centri commerciali. Guarda a destra. C'è un sottopassaggio, non vede un cazzo. Chi se ne frega. Hiro abbocca repentinamente a destra, lato dal quale il baldo tiene un immane borsone a spalla. Evocata dal Re stregone di Angmar, la Ghiaia di Barad-Dur si materializza sotto gli stretti pneumatici dello scooter, e la Maledizione del Baricentro perso a Tavolino è bella e pronta. Il mezzo si imbarca e precipita. Danni riportati dallo scooter: 0. Danni riportati dal baldo amico: 1,5 cm di buco nella tuta. Danni riportati da Hiro: n.1 pantalone aperto in due. n.2 grosse ferite sanguinanti sotto il ginocchio. n.1492 ferite di piccolo taglio non numerate sparse per tutto il corpo.

20.04 Hiro e il baldo corrono se possibile ancora più di prima, dato che la lancetta della benzina si è proprio staccata ed è andata a provarci con la spia dell'olio.

20.14 Hiro fa il pieno osservando perplesso la sua gamba devastata attraverso la finestra nel pantalone.

20.20 Sono arrivati a casa. Il baldo amico fugge al concerto e qui di lui si perdono le tracce. Hiro si spoglia e mette la gamba destra nella vasca da bagno. Lava le ferite più grandi con acqua e sapone e tenta pateticamente di medicarsi col disinfettante spray per piercings (attenzione: 1000 erogazioni vaporizzano circa 1 microlitro).

20.50 Hiro non si fida della sua medicazione e ha un'idea geniale: vuole passare al Pronto Soccorso che gli è di strada per il teatro dove ha lezione. Essendo giovedì e ora di cena, ritiene che troverà poca fila. Infatti, ci sono solo cinquemila persone. Ooottantanove Ventiquattro Ventiquattro. Farmacia di turno più vicina in stazione?! Epporcatroia!

21.00 Farmacia della stazione, la cassa uno sembra Wall Street: Due fiale per me! Io una tanica di acqua distillata! Un'insulina! Io ne prendo cento! Alla cassa due, Hiro mostra la gamba che gronda sangue e ottiene una sportina piena di rimedi.

21.25 Comprato un panino per strada, Hiro giunge a lezione. Gli altri hanno già cominciato. Si tuffa nel bagno e ne riesce dopo pochi minuti e molti grugniti con una gamba che pare medicata da Freddy Krueger. Riscuote sguardi carichi di ammirazione.

0.30 Finita la lezione, Hiro riprende il motorino, torna a casa, si rispoglia e si rilava e ridisinfetta nella vasca prima di ricordare cos'è che fa prima di intraprendere qualsiasi azione nella sua vita. Finalmente apre Google e scopre che il disinfettante è una pippa, le spore del tetano temono solo l'acqua ossigenata. Che fare, che non fare.

2.47 Hiro telefona alla guardia medica e racconta l'accaduto. La guardia medica non interrompe il suo sonno nemmeno per un nanosecondo, ma sogna di rispondergli che gli conviene andare al pronto soccorso perché le spore del tetano non si sa mai.

3.00 Hiro va in motorino al Pronto Soccorso pensando che troverà buffo leggere "La Nausea" di Sartre lì dentro, intanto che aspetta.

3.05 Accettazione: le conviene andare all'istituto ortopedico. Ma no, il ginocchio non ha niente, è solo per la ferita. Ah, lo dice lei che il ginocchio non ha niente, non è affatto detto. No, perlamorediddio che io gioco a calcio! Eh, io me le son fregate tutte e due le ginocchia. Va bene va bene vado vado vado...

3.15 Hiro giunge in cima al colle più buio del mondo ove si trova questo enorme e tetro Overlook Hotel. Il caso vuole che abbia lavorato per loro e almeno sa la strada. Lo disinfetta un infermiere omosessuale, ad esclusione della madre è la persona che lo abbia trattato con più dolcezza in vita sua. Premuroso ma senza smancerie, si occupa di tutto silenzioso e gentile come l'aria. Mentre si mette i guanti dalla stanza accanto proviene un AAAAAAA di ragazza che ghiaccia tutti. Hiro guarda l'infermiere e dice "Merda! Spero di non fare altrettanto." Il dottore smanetta al computer. Ah, no...è solo il solitario di windows.

3.50 Hiro ha la gamba fasciata molto meglio di prima e una grossa busta arancione con dentro due lastre. Cammina un po’ rigido, ma ha un passo dell’oca da far impallidire un ufficiale delle SS. Sono stati fantastici. Tutti.

Cosa abbiamo imparato da questa storia? Prima di tutto che la notte è decisamente particolare. Perché di giorno c'è chi sopporta il suo lavoro di più e chi di meno, chi riesce a convivere più pacificamente con sé stesso e chi meno, ma alla fine siamo un po' tutti lì. Invece la notte c'è chi si diverte e chi proprio non ha un cazzo da ridere. C'è chi si tira due metri di coca e va in giro con l'autoradio a palla e chi la deve dar via sui viali. C'è chi si è aperto in due e chi lo deve ricucire. Ma tutto questo lo aveva già notato Jovanotti. Secondo, che sono contento di vivere in Italia anche perché quando mi sfascio c'è qualcuno pronto a riaggiustarmi con amore senza volere un centesimo di euro. Che io me lo potrei anche permettere, ma altri no. E non vedo perché debbano avere cure inferiori alle mie che sono in fin dei conti un bel due di coppe

pestato da HiroProtagonist | 16:33 | commenti (2)


giovedì, marzo 11, 2004
 

The blogs don't work, they just make you worse
(sfogo di un giovane che non capisce come si usa questo coso)

Ho scoperto che esistono delle classifiche dei blog per categorie. Diari. Umoristici. Erotici.
Mi sono reso conto che i blog che mi piacciono hanno uno stile, un tratto, una linea editoriale riconoscibile. Quel qualcosa che conferisce loro dignità, come dire, artistica. Ciò che fa di due balenghi del Minnesota i Fratelli Coen, per intenderci.
Ma questi sono gli Champs Elysées della blogosfera(argh), giardini infiniti in cui la rugiada rifrange la luce tutto il giorno, il buon gusto incontra la protesta, la grammatica fa il bagno nel latte fresco e tutti hanno un maglioncino a collo alto (venerdì riduzione donne, minimo due consumazioni).

Poi c'è la palude del delirio dove il fango ti arriva alle caviglie, cadi e arranchi bestemmiando come un programmatore veneto che ha finito la benzina in cima all'appennino, un whiskey costa cento euro e lo fanno solo on-the-rocks, chi grida battute che non fanno ridere manco per un cazzo, chi tira fuori mille foto al giorno del suo cane che intarsia il ciliegio col pantografo, chi dice che tutti mi odiano nessuno mi capisce solo io sono un fenomeno e vi scandalizzerò, piccoli borghesi perbenisti di merda. Questo post vi convincerà, credo senza alcuna difficoltà, del fatto che il presente blog appartiene alla seconda dannata tipologia di dannati.
Fino a pochi minuti fa, infatti, mi sono guardando intorno pensando "che cazzo ci scrivo su quel coso nero?". Ecco cosa mi è venuto in mente:

1.Oggi ho ricomprato la quinoa. Forse...però...basta con la quinoa...

2.Ma perché quando uno fuma una sigaretta gli viene sempre da cacare?

3.Che strano effetto mi fa quando guardo fuori dalla finestra e subito si spegne una luce nel palazzo di fronte.

4.Qualche volta ci dobbiamo mettere tutti in cucina a farci una canna a testa, facciamo un tiro lunghissimo e soffiamo tutti insieme su una blatta. Chi sa se si stona?!

Ecco perché, sfortunatissimi lettori, indico una pubblica petizione per la chiusura di questo blog e di tutti quelli che sono tristi e sono tristi perché non sanno più cos'è l'amor. Per tutti i firmatari, tartine e bibite analcoliche nei commenti.





pestato da HiroProtagonist | 01:13 | commenti (12)